Salta al contenuto

Introduzione

Dall’automazione industriale alle operazioni in orbita. È questa la tecnologia messa a punto da Adaptronics, startup deep-tech nata e cresciuta in Emilia-Romagna, che apre nuove prospettive per le attività nello spazio, in particolare per la manutenzione dei satelliti e la rimozione dei detriti spaziali, trasformando il modo in cui i robot afferrano e manipolano gli oggetti.
Qui si inserisce il recente successo ottenuto nell’ambito dello European Innovation Council Accelerator, uno dei programmi europei più competitivi a sostegno dell’innovazione: selezionata tra 923 candidature provenienti da 32 Paesi, Adaptronics ha ottenuto un finanziamento a fondo perduto di 2,5 milioni di euro e l’impegno della Banca europea d’investimento a coinvestire nell’azienda.

Un traguardo importante per un’impresa che ha già trovato nel territorio regionale un ecosistema favorevole alla crescita: Adaptronics è infatti tra le beneficiarie dei Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027, nell’ambito della prima edizione del bando Step - Strategic Technologies for Europe Platform, la piattaforma per le tecnologie strategiche per l'Europa che ha l'obiettivo di rafforzare la competitività europea, la resilienza e la sostenibilità del sistema produttivo e dell'ecosistema della ricerca e dell'innovazione, nei settori delle tecnologie digitalipulite e biotech.

Adaptronics, ha inoltre vinto nel 2021 la StartCup Emilia-Romagna, iniziativa finanziata dal Fondo sociale europeo Plus che premia le migliori idee di impresa ad alto contenuto innovativo, e il Pni – Premio nazionale innovazione nello stesso anno.

La startup sviluppa, produce e commercializza dispositivi elettroadesivi capaci di garantire una presa sicura e controllata su oggetti di qualsiasi forma e materiale, con applicazioni che spaziano da automazione industriale packaging fino allo spazio.
Proprio sulle prospettive di applicazione nel settore spaziale, Adaptronics individua uno dei fronti più strategici. Qui i dispositivi elettroadesivi possono abilitare operazioni complesse in orbita: dalla manutenzione e rifornimento dei satelliti fino alla rimozione dei detriti spaziali, un tema cruciale per la sostenibilità delle infrastrutture extraterrestri. Un risultato che non solo conferma la solidità della sua tecnologia, ma che consentirà alla startup di accelerare la validazione in orbita delle proprie soluzioni e di rafforzare il percorso di industrializzazione e commercializzazione delle sue soluzioni, contribuendo in modo concreto alla sicurezza, sostenibilità e crescita dell’intero ecosistema spaziale europeo. 

Il 18 marzo al Dama Tecnopolo di Bologna una giornata organizzata da Art-ER in collaborazione con il ministero dell’Università e della ricerca farà il punto sulle opportunità del programma European Innovation Council.

La startup

Fondata nel 2022 come spin-off dell’Università di Bologna, l’azienda nasce dalla visione di Lorenzo Agostini amministratore delegato, Camilla Conti cofondatrice e direttrice generale e Rocco Vertechy, di Unibo. Alla base, un forte Dna scientifico che si traduce in un gruppo altamente specializzato di 15 persone, la metà con dottorati di ricerca e per un terzo donne. 
Il cuore dell’innovazione è la tecnologia Eaal (Electro-Active Adhesive Layer): una presa elettroadesiva controllabile, velocissima - meno di 10 millisecondi per attivazione e rilascio - mentre l’efficienza energetica può risultare fino a mille volte superiore rispetto alle soluzioni standard.

Per saperne di più

Ultimo aggiornamento: 20-02-2026, 17:03