Introduzione
Sanità, scuole, interventi sociali ed educativi, servizi di prossimità per contrastare lo spopolamento e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni che scelgono di vivere in Appenino. Sono questi i pilastri delle strategie territoriali per l’Appennino modenese e per l’Appennino Parma Est, approvate dalla Cabina di regia nazionale per le Aree interne. Un passaggio che apre la strada alla firma degli Accordi di programma quadro e all’avvio operativo degli interventi.
Le due pianificazioni fanno parte delle Strategie territoriali per le aree montane e interne - Stami, che si inseriscono nel quadro delle politiche di coesione e sono sostenute anche dal Programma regionale Fesr 2021-2027, contribuendo a rafforzare l’attrattività dei territori montani, migliorare l’accesso ai servizi e contrastare lo spopolamento.
Sul piatto ci sono 4 milioni di euro per ciascuna area, provenienti da due linee di finanziamento nazionali: il Fondo sviluppo e coesione, con oltre 2,3 milioni destinati a investimenti e progetti pilota, e il Fondo di rotazione, con circa 1,7 milioni utilizzabili anche per spese correnti. Un mix pensato per sostenere sia infrastrutture che servizi. Prosegue inoltre l’iter per l’approvazione della Strategia dell’Appennino forlivese-cesenate.
"Si tratta delle ultime tre Aree interne del ciclo di programmazione 2021-2027 ancora in attesa dell’assegnazione dei finanziamenti nazionali - spiega l’assessore alla Programmazione e alla Montagna, Davide Baruffi. Con queste risorse sarà attuato un programma ambizioso di investimenti su capitale umano e servizi di prossimità, con l’obiettivo di rendere l’Appennino più attrattivo, accessibile e capace di rispondere ai bisogni della popolazione, invertendo la tendenza allo spopolamento e costruendo nuove prospettive di sviluppo."
Strategie territoriali integrate
Gli interventi approvati si affiancano alle risorse già messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna attraverso il Programma Fesr, il Programma Fse+ e il Fondo sviluppo e coesione, in un’ottica di integrazione tra fondi e politiche.
Nel caso dell’Appennino modenese, gli oltre 4,3 milioni attivati con la Strategia si aggiungono ai 10,3 milioni già assegnati, portando il valore complessivo a quasi 14,7 milioni. Per l’Appennino Parma Est, i 4 milioni si sommano agli 8,3 milioni già stanziati, per un totale di oltre 12,3 milioni.
Appennino modenese
La strategia L’Appennino modenese sostenibile e inclusivo, per una montagna più attrattiva prevede 9 interventi - tre nell’istruzione, quattro nella sanità e due di assistenza tecnica – per un valore complessivo di oltre 4,3 milioni di euro.
Tra i progetti principali, la riqualificazione del seminario storico di Fiumalbo, destinato a diventare un polo educativo multifunzionale, e il recupero dell’ex scuola di Pescarola, che ospiterà un centro per bambini, ragazzi e famiglie.
Sul fronte sanitario, il programma Salute della Montagna introduce ambulatori di prossimità, telemedicina e strumenti di monitoraggio a distanza, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti e migliorare la continuità delle cure. Previsti anche interventi per rafforzare la rete dell’emergenza e dotare il territorio di nuove attrezzature.
Completano il quadro azioni di riorganizzazione dei servizi locali e di rafforzamento della governance territoriale, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e inclusivo promossi dal Fesr.
Appennino Parma Est
La strategia Una montagna appetibile e accogliente, attrattiva per la prossima generazione europea conta 11 interventi tra istruzione, sanità e azioni trasversali.
L’obiettivo è rafforzare il capitale umano e migliorare l’accesso ai servizi, valorizzando le scuole come presìdi sociali e potenziando la rete sanitaria territoriale.
In ambito educativo, i progetti includono la formazione dei docenti, l’ampliamento dell’offerta formativa con attività laboratoriali, culturali e sportive e il rafforzamento dei percorsi tecnici e scientifici, in collaborazione con università e imprese.
Sul fronte sanitario, sono previste nuove figure come gli infermieri di comunità, investimenti in attrezzature e mezzi per l’assistenza territoriale e il rafforzamento della rete dell’emergenza. Tra le azioni più significative, il potenziamento della Casa della Comunità Lagrisalute e l’attivazione di un ambulatorio per le urgenze a bassa intensità.
Non mancano interventi sociali, come progetti di housing per persone fragili e il potenziamento del servizio di taxi sociale, a conferma di un approccio integrato ai bisogni della popolazione.
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Ultimo aggiornamento: 17-04-2026, 18:22
