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Introduzione

Posizionare il sistema italiano delle Regioni come interlocutore strutturato e propositivo nei processi decisionali nazionali ed europei per ricerca e innovazione.
È questo l’obiettivo del documento approvato dalla Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni, riunita durante R2I - Research to Innovate Italy, in corso oggi e domani a Bologna.

La manifestazione - finanziata con Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027 e patrocinato da Maeci, Mimit e Mur - è stata aperta dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, insieme alla commissaria europea per Startup, ricerca e innovazione, Ekaterina Zaharieva, al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme della Commissione europea, Raffaele Fitto, e alla presidente di Art-ER, membro del Board dello European Innovation Council, Francesca Bria.

Una piattaforma comune delle Regioni

Il documento dettaglia impegni comuni, obiettivi e richieste, aprendo la strada a una vera e propria piattaforma delle Regioni italiane che punta a essere un luogo permanente di dialogo strategico e confronto operativo per sviluppare l’integrazione su questi temi tra istituzioni a livello regionale, nazionale, europeo e internazionale e con il mondo dell’innovazione, della ricerca, del business e della finanza.

Lo sguardo è rivolto in particolare alla futura programmazione europea, a Horizon Europe 2028-2034, allo European Innovation Act e al rafforzamento delle Regional Innovation Valleys.

Tre le richieste avanzate da Regioni e Province autonome al Governo, al Parlamento e alla Commissione europea: l’istituzione di un Tavolo permanente Governo-Regioni per co-programmare le politiche nazionali per la ricerca e innovazione, raccordando i programmi regionali con il Piano nazionale della Ricerca e Horizon 2028-2034; un fondo pluriennale nella legge di bilancio 2027 per il cofinanziamento nazionale delle grandi infrastrutture di ricerca, con una quota dedicata allo sviluppo territoriale delle regioni ospitanti; un mandato forte alla delegazione italiana in Europa affinché sostenga attivamente la dimensione regionale e place-based nei negoziati sui futuri fondi europei per la ricerca e l’innovazione.

L’impegno del sistema regionale proseguirà con un dialogo costante con il Governo e le istituzioni europee, avviando fin da subito i lavori preparatori per l’edizione R2I 2027, in vista della prossima presidenza italiana del Consiglio europeo prevista per il primo semestre 2028.

Investire in innovazione e ricerca significa investire nella crescita del Paese - dichiara il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga. Ora noi ci troviamo a un punto di svolta: da un lato siamo alla fine del Pnrr e dobbiamo preoccuparci di come garantire continuità agli investimenti messi in campo, dall’altro lato stiamo negoziando il prossimo quadro finanziario pluriennale europeo. Siamo nel momento di passaggio tra due cicli fondamentali. Qui le Regioni, insieme ai loro ecosistemi, devono giocare un ruolo protagonista nella programmazione e nella collaborazione tra i diversi livelli istituzionali.

La nuova fase europea ci pone di fronte a scelte strategiche fondamentali per il nostro futuro. La ricerca pubblica, le nuove tecnologie, la competitività industriale e la capacità di attrarre competenze e talenti sono le chiavi per garantire lo sviluppo e la crescita delle regioni italiane e quindi dell’intero Paese - sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale. Insieme, le Regioni si presentano con una struttura solida e integrata, che unisce università, centri di ricerca, tecnopoli, imprese innovative, infrastrutture pubbliche e reti territoriali.

Gli obiettivi del documento

La ricerca e l’innovazione non sono politiche settoriali, sono la grammatica del futuro, si legge nel documento approvato oggi, in cui territori ed ecosistemi regionali assumono un impegno condiviso per il sistema Italia attraverso nove obiettivi.

Tra questi: rafforzare la collaborazione tecnica tra le Regioni e la rappresentatività dei territori nei principali dossier europei su ricerca e innovazione; valorizzare le competenze e le infrastrutture di ricerca per ottimizzare l’impatto sui sistemi produttivi; favorire il trasferimento tecnologico attraverso la connessione tra università, centri di ricerca e sistema produttivo; sostenere l’attrazione di capitali e strumenti finanziari per la crescita delle startup; creare partenariati pubblico-privati per aumentare il successo nei programmi europei a gestione diretta, a partire da Horizon; integrare i Fondi europei della Politica di coesione con gli strumenti a gestione diretta; aumentare attrazione, formazione e permanenza dei talenti; favorire la collaborazione tra territori per competere con i grandi hub europei dell’innovazione.

Ultimo aggiornamento: 12-05-2026, 17:27