Valorizzazione dei castelli e degli edifici storici delle terre di Canossa

Obiettivo degli interventi, valorizzare i simboli di un territorio testimone di importanti vicende storiche, con al centro le figure di Matilde di Canossa, l’imperatore Enrico IV e Papa Gregorio VII

Il restauro dei castelli e degli edifici storici delle Terre di Canossa ha avuto l’obiettivo di valorizzare i simboli di un territorio che ha visto scorrere le vicende storiche con al centro la contessa Matilde di Canossa, l’imperatore Enrico IV e Papa Gregorio VII. Luoghi che rappresentano il patrimonio storico, monumentale e turistico di terre ad alto potenziale turistico e che storicamente rappresentavano una vera e propria "rete funzionale" in cui ad ogni castello corrispondeva un ruolo.

Scopo principale del progetto è stato infatti fare da volano allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali per la valorizzazione commerciale e turistica dell'area attraverso la costruzione di strumenti di raccordo tematico e visivo di forte spettacolarità tra i castelli dell'area matildica, completando anche le operazioni di recupero dei monumenti stessi.

Reggio Emilia - Palazzo Magnani

L’edificazione di Palazzo Becchi-Magnani risale con ogni probabilità alla seconda metà del XVI secolo, periodo nel quale i Conti Becchi decidono di realizzare in città la propria abitazione di rappresentanza. Nel corso del IX secolo si assiste ad un rifacimento quasi completo dell'edificio in stile neoclassico, completandolo con decorazioni interne e affreschi nei soffitti. Dal 1987 l'edificio è di proprietà della Provincia di Reggio Emilia che, dopo averne completato il restauro, lo adibisce a sede permanente di attività espositive. L'intervento ha riguardato la riorganizzazione funzionale degli spazi al piano terra e il restauro e riordino pittorico del palazzo.

 

Carpineti - Castello di Carpineti

Principale elemento di attrazione turistica del paese, il castello sorge a pochi chilometri dal centro abitato, sulla vetta del monte Antognano, dal quale domina le vallate del Tresinaro e del Secchia.  La costruzione del primo fortilizio difensivo viene fatta risalire al X secolo per opera di Atto Adalberto, avo di Matilde di Canossa. Durante il regno di Matilde, la rocca di Carpineti fu ulteriormente fortificata e divenne nel tempo la residenza preferita della contessa. Fortemente danneggiato durante il secondo conflitto mondiale, il castello è stato acquistato dalla Provincia di Reggio Emilia nel 1978 e in seguito sottoposto a interventi di restauro. Negli anni ’90 un secondo intervento si è occupato dell’esecuzione di scavi che hanno riportato alla luce numerose strutture e reperti, nascosti sotto pietre e terreno. Il progetto attuale ha riguardato il ripristino dei percorsi pavimentati a ciottoli, il restauro e manutenzione del paramento murario del prospetto principale della Chiesa di Sant'Andrea. Sono stati altresì realizzati ulteriori interventi di sistemazione e di messa in sicurezza dell'area esterna, come il ripristino e la realizzazione delle staccionate in legno, muretti di contenimento, elementi di arredo nei punti sosta.

 

Canossa - Castello di Canossa
I ruderi del castello, che sorgono su un'aspra rupe a ridosso dell'abitato di Canossa, tra il torrente Crostolo ed il fiume Enza, dominano con ampia vista il paesaggio delle valli sottostanti. La rocca è stata fonte d'ispirazione di narratori e poeti, tra cui Ludovico Ariosto che, nell'Orlando Furioso, descrisse la rupe su cui immaginava sorgesse la rocca incantata di Atlante. Il castello sorgeva in una posizione strategica, lungo la fascia dell'Appennino tra Parma e Bologna, dove confluivano le più importanti vie di comunicazione del nord Europa verso Roma, la via del Brennero, del Sempione, del San Gottardo, la Francigena e quella del San Bernardo ed in epoca medievale era punto di passaggio per migliaia di pellegrini che affrontavano i cosiddetti "cammini del cielo" verso i luoghi della fede. L'intervento ha riguardato due fabbricati posti all'interno della cinta originale del castello e il sentiero adiacente la rupe stessa. I fabbricati sono stati recuperati effettuandone il consolidamento statico e destinandoli poi a spazio pubblico e punto tappa di percorsi escursionistici; il sentiero è stato messo in sicurezza, corredandolo di punti didattici, e sono stati effettuati interventi di sistemazione delle pertinenze, in particolare dell'area parcheggio.

 

Casina - Castello di Sarzano

Il Castello è situato sulla cima di un monte dominante l'abitato di Casina e parte della valle del Crostolo. Le prime notizie certe sull'esistenza del Castello di Sarzano e della cappella risalgono al XII secolo, riconosciuto dall'imperatore Enrico V come possesso dei monaci di Sant'Apollonio di Canossa. Nei secoli successivi l'edificio fu spesso teatro di aspri combattimenti tra le diverse famiglie nobili che se ne contendevano il possesso. L'attuale edificio - di cui restano avanzi di mura di cinta e alcuni torrioni - risale al 1659. Alla fine degli anni Ottanta il Castello è stato acquisito, insieme a parte del borgo e alla ex-chiesa, dal Comune di Casina che ne ha avviato un importante programma di recupero e valorizzazione. Gli interventi proposti hanno riguardato il completamento del restauro e del recupero delle strutture fortificate del castello e la realizzazione di soluzioni impiantistiche che ne favoriscano la valorizzazione. In particolare si è intervenuto sul recupero delle mura del castello, con opere di consolidamento strutturale, ripristino del fossato e sistemazione dell'area di pertinenza e sul restauro della torre del castello, ricomponendo i solai interni e ricostruendo il collegamento verticale.

 

Carpineti - Pieve San Vitale

Il sito archeologico di Pieve di San Vitale sorge a circa 4 Km dal Castello di Carpineti. Forse risalente al periodo bizantino, l'edificio fu riconsacrato e quasi completamente ricostruito nel corso del XII secolo. Fu abbandonato nel XVIII secolo quando tutte le funzioni religiose furono trasferite nella chiesa di Santa Caterina. Dell'antica Pieve rimane visibile soltanto il corto atrio, ridotto a cappella negli anni ’30, che conserva l’originale portale quadrangolare affiancato da semicolonne, ed un breve tratto del muro perimetrale, rivolto a sud. L'intervento di restauro è consistito nella realizzazione di scavi archeologici per portare alla luce gli originali elementi pavimentali, la riparazione di gravi lesioni murarie, la messa in sicurezza degli edifici in corrispondenza della navata settentrionale, la successiva sistemazione dell'area di scavo.

 

Quattro Castella - Castello di Bianello

Sul colle di Bianello forse già dalla prima metà del X secolo esisteva una torre di avvistamento, con funzioni difensive, ma notizie certe dell'esistenza del castello si hanno solo a partire dall'anno Mille. Secondo diverse fonti storiche, la contessa Matilde riservava una preferenza particolare per questo maniero, ove risiedeva frequentemente: qui venne ospitato Enrico IV penitente, durante la famosa umiliazione di Canossa, prima dell'incontro del 1077; in seguito, nello stesso castello, la contessa ricevette anche il figlio primogenito di Enrico IV, l'imperatore Enrico V, di ritorno da Roma ove era stato incoronato imperatore, sanando la frattura politica consumatasi fra il Papato e l'Impero Germanico durante la reggenza del padre. L'intervento ha riguardato l'adeguamento impiantistico e la sistemazione delle infrastrutture di accesso e di servizio ai visitatori. In particolare, è stato predisposto un nuovo impianto elettrico e di illuminazione del castello, la sistemazione delle aree di sosta e parcheggio, del percorso di risalita al castello e dell'ingresso principale.

 

Il progetto ha previsto un investimento complessivo di 1.777.310 euro di cui 858.586 finanziati dal Por.

 

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