Domande frequenti

Progetti finanziabili rispetto alle finalità del bando

  1. Quali sono le condizioni necessarie previste nel bando per la finanziabilità di progetti?
    I progetti, per essere finanziati, dovranno dimostrare di avere una ricaduta positiva in termini di qualificazione e valorizzazione delle destinazioni e dei prodotti turistici. In altri termini, gli investimenti necessari alla riqualificazione delle imprese turistiche, commerciali e culturali saranno finanziati solo se idonei ad aumentare l’attrattività del territorio e la domanda di fruizione dello stesso

Beneficiari del contributo

  1. I soggetti che possono presentare domanda di contributo devono essere imprese o possono essere solamente persone fisiche?
    Solo le imprese con caratteristiche di P.m.i possono presentare domanda di contributo. In relazione alla Misura C anche le associazioni e le fondazioni possono partecipare con le caratteristiche di P.m.i.
  2. Le imprese che possono presentare domanda di contributo devono appartenere a dei settori economici (codici Ateco) determinati?
    No. Il bando non prevede come requisito di ammissibilità al contributo il fatto che i soggetti proponenti debbano appartenere a determinati settori economici Ateco. Il requisito richiesto dal bando è esclusivamente rappresentato dal fatto che i proponenti i progetti siano i proprietari di strutture in cui si esercitano le attività ricettive, commerciali, cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche o i gestori delle relative attività.

  3. Nelle A.t.i. o nelle Reti di impresa contratto possono essere presenti anche soggetti che non hanno i requisiti stabiliti dal bando (quali, ad esempio, grandi imprese, associazioni sportive, esercenti commercio all’ingrosso, gestori di B&B ecc.)?
    No, tutti i soggetti aderenti alle A.t.i. o alle Reti devono possedere i requisiti previsti dal bando.

  4. Tra i soggetti che possono presentare domanda a valere sulla Misura A  rientrano anche i proprietari o gestori delle strutture ricettive diverse da quelle alberghiere e all’aria aperta indicate nell’articolo 4, comma 6 della L.R. 16/2004?
    No. I proprietari e i gestori delle strutture ricettive extralberghiere (quali: le case per ferie, gli ostelli, i rifugi alpini, i rifugi escursionistici, gli affittacamere, le case e appartamenti per vacanza) e delle altre tipologie ricettive previste dalla Legge Regionale 16/2004 (quali: appartamenti ammobiliati per uso turistico, strutture ricettive all'aria aperta non aperte al pubblico, aree attrezzate di sosta temporanea, attività saltuaria di alloggio e prima colazione, strutture agrituristiche e strutture per il turismo rurale) non possono presentare domanda di contributo ai sensi del bando
  5. Cosa sono i marina resort?
    Sono marina resort le strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all’interno delle unità da diporto, ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato, che posseggano i requisiti individuati dalla delibera di Giunta regionale n. 1198/2014

  6. Gli stabilimenti balneari possono presentare domanda di contributo?
    Gli stabilimenti balneari possono partecipare al bando solo se esercitano attività di pubblico esercizio e solo se il progetto riguarda tali attività. Inoltre, i proponenti la domanda dovranno garantire (come per tutti gli altri soggetti ammissibili) la stabilità delle operazioni come previsto al paragrafo 11.3 del bando
  7. Una cooperativa di bagnini può presentare domanda di contributo per la realizzazione di una rete WIFI a supporto dei servizi offerti dagli associati?
    Come già precisato con riferimento agli stabilimenti balneari, come requisito previsto dal bando è richiesto, con riferimento alla Misura B, che l’attività esercitata sia  qualificabile almeno come una attività di pubblico esercizio. Se l’attività svolta dalla cooperativa è qualificabile come tale e se viene dimostrata la ricaduta positiva in termini di qualificazione e valorizzazione delle destinazioni e dei prodotti turistici, allora la domanda di contributo può essere considerata ammissibile.
  8. Che cosa si intende per attività di pubblico esercizio?
    Si  definiscono  pubblici  esercizi  i  locali  in  cui  l’ accesso  è  libero  a  chiunque  ed  in  cui  si svolge un’attività imprenditoriale sottoposta a speciale autorizzazione di polizia. Il carattere  pubblicità  dell’esercizio,  inteso  come  condizione  di  fruibilità  del  locale,  è  dato  dalla possibilità  concreta  per  chiunque  di  accedervi  liberamente  e  di  poter  usufruire  dei  servizi erogati.
  9. Quali sono le attività di pubblico esercizio?
    Sono tutte quelle indicate dall’art. 86 del testo unico di pubblica sicurezza
  10. Gli esercenti un’attività di commercio all’ingrosso possono presentare domanda di contributo?
    No. Solo gli esercenti dell’attività di commercio al dettaglio in sede fissa possono presentare domanda di contributo
  11. Che cosa si intende per attività di commercio al dettaglio e in cosa si differenzia dall’attività di commercio all’ingrosso?
    Per commercio al dettaglio si intende l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o, mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale.
    Per commercio all'ingrosso si intende l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti, all'ingrosso o al dettaglio, o ad utilizzatori professionali o ad altri utilizzatori in grande
  12. L’attività di commercio elettronico è una attività di commercio al dettaglio in sede fissa? L’esercente tale attività può presentare domanda di contributo?
    Pur essendo considerata attività di commercio al dettaglio in sede fissa, l’attività di commercio elettronico presenta caratteristiche tali da impedire, di fatto, l’ammissione al contributo previsto nel bando. Infatti il bando richiede che gli interventi proposti nel progetto debbano avere una ricaduta immediata e positiva in termini di qualificazione e valorizzazione delle destinazioni e dei prodotti turistici. Difficilmente, quindi, un progetto di riqualificazione dell’impresa esercente l’attività di commercio elettronico può presentare le caratteristiche richieste dal bando.
  13. Una ditta individuale, operante come pizzeria al taglio con somministrazione (codice Ateco primario 56.10.20) può presentare domanda di contributo per la realizzazione di un progetto di allargamento dei servizi offerti tramite l’apertura di  locali per la somministrazione di gelati?
    L’attività di somministrazione di pizze al taglio, come l’attività di somministrazione di gelati non costituisce attività di commercio al dettaglio in sede fissa bensì attività di carattere artigianale. Conseguentemente non potrà essere presentata alcuna domanda di contributo da parte dei soggetti che svolgono tali attività. Se oltre all'attività di produzione sussiste anche un'attività di pubblico esercizio o di commercio al dettaglio si può presentare domanda ma il progetto deve riferirsi solo a quest'ultime attività 
  14. I singoli assegnatari, in regime di concessione, di posteggi per la vendita al pubblico in aree mercatali (cosiddetti ambulanti) possono presentare domanda di contributo?
    Tali soggetti possono presentare domanda solo attraverso le seguenti modalità:
    in forma singola, attraverso i propri consorzi;
    in forma aggregata, attraverso la costituzione di A.t.i.o Reti di imprese contratto
  15. I progetti proposti dagli assegnatari, in regime di concessione, di posteggi per la vendita al pubblico in aree mercatali (cosiddetti ambulanti) possono presentare progetti che riguardano investimenti rivolti ai singoli posteggi?
    Tali soggetti possono presentare domanda solo per progetti relativi ad interventi da realizzare a beneficio di tutti gli operatori (ad esempio sistema di video sorveglianza comune).

  16. Cosa s’intende per mercati stabili?
    Per mercati stabili si fa riferimento a quelle tipologie di mercati che sono inseriti in strutture stabili e in relazione ai quali è possibile realizzare interventi di carattere stabile  e durevole, facilmente verificabili – attraverso controlli in loco - in qualsiasi momento

  17. Il proprietario di una struttura che non è gestore dell’attività (ricettiva, commerciale, culturale) che in essa si svolge può presentare domanda di contributo?
    Si, in particolare il proprietario può presentare domanda sia nel caso in cui la struttura sia già aperta al momento della domanda, sia nel caso in cui essa non lo sia ma risulterà aperta al momento della richiesta di saldo del contributo

Casistiche

  1. E’ ammissibile la domanda di un’impresa che esercita, al momento della sua presentazione, una delle attività finanziabili in un immobile di cui è proprietaria o di cui ha la disponibilità in virtù di contratto?
    Si. Questa è l’ipotesi tipica prevista dal bando

  2. E’ ammissibile la domanda presentata da un’impresa proprietaria di un immobile in cui, al momento della sua presentazione, non è svolta alcuna delle attività previste dal bando?
    Si. Anche questa è un’ipotesi tipica. Il bando favorisce infatti anche il riutilizzo di immobili in disuso per lo svolgimento delle attività previste dal bando stesso.
    Condizioni necessarie per l’ammissione della domanda:
    a) L’impresa proprietaria che presenta domanda deve essere attiva (anche in relazione ad una attività diversa da quelle previste dal bando);
    b)
    l’impresa proprietaria deve avere almeno una sede operativa in Emilia-Romagna
    c)
    alla data della richiesta del saldo del contributo l’attività prevista nell’immobile deve essere aperta al pubblico e può essere esercitata dal beneficiario o da altro soggetto
    d) l’immobile in cui si realizza l’intervento deve avere, al momento della domanda, una destinazione d’uso appropriata all’attività da svolgere.
  3. E’ ammissibile la domanda presentata dal proprietario di un immobile in cui è esercitata, al momento della sua presentazione, una delle attività previste dal bando da parte di una impresa diversa dal proprietario stesso? (caso del proprietario non gestore)
    Si. In questo caso il proprietario può presentare domanda di contributo. Condizioni necessarie per l’ammissione della domanda:
    a) L’impresa proprietaria che presenta domanda deve essere attiva (anche in relazione ad una attività diversa da quelle previste dal bando)
    b) l’impresa proprietaria deve avere almeno una sede operativa in Emilia-Romagna e deve risultare da visura camerale
    c) se sullo stesso immobile presenta domanda anche il soggetto gestore i due progetti devono prevedere interventi e spese diverse (ad esempio: il progetto del proprietario prevede interventi sui muri, il progetto del gestore prevede interventi relativi attrezzature, arredi).

  4. E’ ammissibile la domanda presentata da un’impresa che non ha mai esercitato le attività previste dal bando e che ha preso in disponibilità (a titolo di affitto o altro titolo) un immobile in cui, al momento della sua presentazione, non è svolta alcuna delle attività previste dal bando?
    No. Il bando consente questo genere di intervento solo ai proprietari

  5. E’ ammissibile la domanda presentata da un impresa che, al momento della sua presentazione, svolge una delle attività previste dal bando in un immobile ma che intende realizzare gli interventi in un immobile diverso nel quale trasferisce tutta l’attività chiudendo l’attività nell’immobile precedente? (delocalizzazione definitiva)
    Si. Condizioni necessarie per l’ammissione della domanda:
    a) l
    ’impresa che presenta la domanda deve essere attiva
    b)
    deve avere almeno una sede operativa in Emilia-Romagna
    c)
    l’immobile in cui si realizza l’intervento deve avere, al momento della domanda, una destinazione d’uso appropriata all’attività da svolgere
    d)
    Al momento del saldo del contributo l’attività da svolgere nel nuovo immobile deve essere aperta al pubblico

  6. E’ ammissibile la domanda presentata da un impresa che, al momento della sua presentazione, svolge una delle attività previste dal bando in un immobile ma che intende realizzare gli interventi in un immobile diverso mantenendo anche l’attività nella sede originaria  (ampliamento dell’attività/creazione nuova attività)?
    Si. Il bando ha l’obiettivo di riqualificare attività esistenti incentivando l’offerta di nuovi servizi o prodotti. Il bando non incentiva la creazione di nuove attività. Si tratta di vedere se il progetto (esempio: un ristorante acquista o prende in locazione un immobile dove realizzare un altro ristorante che verrà gestito dalla stessa società) si può configurare come offerta di un nuovo servizio oppure come nuova attività. Condizioni necessarie per l’ammissione della domanda:
    a)
    L’impresa che presenta la domanda deve essere attiva
    b)
    deve avere almeno una sede operativa in Emilia-Romagna
    c)
    l’immobile in cui si realizza l’intervento deve avere, al momento della domanda, una destinazione d’uso appropriata all’attività da svolgere
    d)
    Al momento del saldo del contributo l’attività da svolgere nel nuovo immobile deve essere aperta al pubblico
    e)
    Il progetto deve configurarsi come offerta di un nuovo servizio coerente e collegato alla attività esercitata in maniera prevalente e non creazione di una nuova attività

Presentazione domanda

  1. Può un’impresa presentare più domande di contributo a valere sulla stessa Misura?
    No. Un’impresa può presentare una sola domanda per ciascuna Misura.
  2. Può un’impresa presentare più domande di contributo a valere su Misure diverse?
    In linea generale no. L’unico caso in cui è possibile presentare più domande su due misure diverse si configura quando i progetti da presentare sulle diverse misure riguardano strutture e attività chiaramente distinte (ad esempio un’impresa è al contempo proprietaria di una struttura ricettiva e di un esercizio di commercio al dettaglio in sede fissa) mentre non sarà possibile presentare più domande su misure diverse qualora il progetto riguardi, sia con riferimento agli interventi sull’immobile sia con riferimento agli investimenti in attrezzature, macchinari, dotazioni ecc. la stessa struttura e/o attività.
  3. Se un’impresa è titolare di due esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa, anche localizzati in due Comuni diversi, può fare una domanda a valere sulla Misura B  riguardante tutti e due gli esercizi? 
    Si. A patto che il progetto presenti effettivamente un carattere unitario e non si concretizzi, al contrario, in una artificioso modo di aggiramento della regola secondo la quale un’impresa può presentare una sola domanda per ciascuna misura
  4. Cosa bisogna fare quando ci si accorge che la domanda già validata e inviata alla Regione (a cui è stato già attribuito un numero di protocollo) contiene degli errori di carattere materiale oppure quando ci si accorge che i documenti allegati alla stessa non sono corretti? 
    Al fine di correggere errori materiali o sostituire documenti allegati occorre presentare entro e non oltre le ore 13.00 del giorno 24 febbraio 2017  alla Regione, tramite PEC, una richiesta di riapertura della piattaforma Sfinge. In particolare bisogna seguire la seguente procedura:
    a)
    trasmissione di una PEC al seguente indirizzo: industriapmi@postacert.regione.emilia-romagna.it
    b) nella PEC occorrerà indicare, la ragione sociale del richiedente, il numero identificativo e il protocollo della domanda presentata nonché  la motivazione per la quale si richiede la riapertura della piattaforma.
    In seguito alla ricezione della PEC la Regione, qualora ritenga che i motivi descritti nella PEC siano fondati, provvede a segnalare al gestore della piattaforma la necessità di riaprire la stessa al fine di consentire le necessarie rettifiche.
    La domanda corretta si considera come una nuova domanda. Pertanto alla stessa verrà attribuito dal sistema un nuovo protocollo che sarà considerato come unico protocollo valido per la formazione della graduatoria. Inoltre, al fine della verifica del rispetto della data di invio della domanda farà fede l’ultima data di invio registrata dall’applicativo Sfinge. Non verrà mantenuta la data precedente di invio della domanda successivamente corretta.

Interventi finanziabili e spese ammissibili

  1. Sono finanziabili progetti aventi ad oggetto la costruzione di nuove strutture per la ricettività, il commercio o l’esercizio di sale cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche?
    N
    o, i progetti possono riguardare solamente la riqualificazione, ristrutturazione o ampliamento di strutture esistenti.
  2. Cosa si intende per ampliamento?
    Si ha un ampliamento quando la nuova struttura realizzata:
    è una estensione della struttura/unità locale esistente;
    è strutturalmente e/o funzionalmente ad essa collegata ed è destinata all’offerta di servizi aggiuntivi
  3. È qualificabile come ampliamento la costruzione di un hotel adiacente ad un altro della stessa proprietà? 
    Se l’immobile di nuova costruzione non si configura come una estensione della struttura esistente ma costituisce una struttura autonoma, non collegata strutturalmente e nella quale vengono offerti servizi analoghi a quelli offerti nella struttura esistente, allora non si può parlare di ampliamento. 
  4. Sono ammesse ristrutturazioni e riqualificazioni di musei d’impresa esistenti?
    No, il bando prevede la creazione di nuovi musei d’impresa non esistenti precedentemente alla domanda di contributo. 
  5. Sono ammissibili spese per eventuali certificazioni dell'azienda (es ISO 9001, 18001 ecc.)?
    Si, a condizione che la certificazione di qualità sia strettamente inerente, coerente e necessaria alla realizzazione degli scopi del progetto tale spesa può essere riconosciuta nell’ambito delle “spese di consulenza strettamente necessarie alla realizzazione del progetto” riconosciute nella percentuale massima del 10% (ad esempio nel caso di interventi di sostenibilità ambientale). Qualora non venga dimostrata tale coerenza e necessità la spesa non è considerata ammissibile.
  6. E' ammissibile presentare come spesa quella sostenuta a fronte di forniture di beni e/o servizi da parte di un parente di terzo grado?
    Si, il bando non lo esclude a condizione che il beneficiario del contributo non sia coinvolto nell’impresa che svolge il servizio o eroga la fornitura
  7. Un'azienda commerciale è titolare di due negozi. L'azienda potrebbe raggiungere l'investimento minimo previsto  (50.000 euro) con un intervento che riguarda entrambi i negozi. E' ammissibile presentare un unico progetto e partecipare con un'unica domanda che riguarda entrambi i negozi, considerato che l'azienda che investe è una sola ?
    E' possibile partecipare con un'unica domanda indicando le due sedi  in cui si realizzerà un unico progetto

  8. Cosa si intende per attività di commercio su aree pubbliche all’interno di mercati stabili?
    Per mercati stabili si fa riferimento a quelle tipologie di mercati che sono inseriti in strutture stabili e in relazione ai quali è possibile realizzare interventi di carattere stabile  e durevole, facilmente verificabili – attraverso controlli in loco - in qualsiasi momento

  9. I lavori possono essere realizzati anche prima della data di presentazione della domanda di contributo?
    Ai sensi del bando la data di avvio dei progetti coincide con la data di emissione della prima fattura relativa ai lavori realizzati dopo la data di presentazione della domanda di contributo, anche nell’ipotesi in cui, in caso di interventi per la riqualificazione, la ristrutturazione, l’ampliamento di immobili, la comunicazione di avvio dei lavori al Comune competente per territorio sia stata effettuata prima della presentazione della domanda stessa. Pertanto solo la comunicazione di avvio dei lavori può essere effettuata prima della data di invio della domanda il resto cioè i lavori e l'emissione delle fatture devono riferirsi a data successiva alla presentazione della domanda

  10. Tra i costi ammissibili sono ammesse le spese relativi al leasing? 

    Non è in alcun modo ammissibile la locazione finanziaria immobiliare visto che non è ammissibile l’acquisto di immobili.
    E’ ammissibile invece la locazione finanziaria per l’acquisto di macchinari e attrezzature solo alle seguenti condizioni:

    • il beneficiario del contributo è sempre il conduttore del bene e non il concedente (società di leasing);

    • la spesa effettivamente agevolabile è rappresentata dai canoni di locazione pagati dall'utilizzatore al concedente nel periodo di eleggibilità della spesa compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione della domanda e il 28/02/2019 e comprovati da una fattura quietanzata o da un documento contabile avente forza probatoria equivalente; pertanto nel prospetto dei costi relativi ai macchinari e alle attrezzature dovrà essere inserito l’importo dei canoni che sarà pagato durante il periodo di eleggibilità della spesa e dovrà essere evidenziato, nel campo descrizione, che l’acquisto del macchinario o della attrezzatura è effettuato tramite leasing. In sede di controllo della spesa verrà inoltre chiesta copia del contratto di leasing;

    • non sono ammissibili le spese connesse al contratto, tra cui tributi, interessi, costi di rifinanziamento interessi, spese generali, oneri assicurativi;

    • il contratto di locazione finanziaria deve prevedere una clausola di riacquisto o prevedere una durata contrattuale minima corrispondente alla vita utile del bene;

    • il contratto di leasing deve essere stipulato successivamente alla data di presentazione della domanda

Svolgimento dei progetti e eleggibilità delle spese

  1. Le imprese richiedenti devono obbligatoriamente svolgere il progetto secondo le percentuali (60% nel 2017 – 40% nel 2018) previste nel bando o possono chiedere una rimodulazione delle stesse?
    Il bando prevede che, qualora vi siano motivate difficoltà a rispettare il cronoprogramma sopra indicato, il richiedente potrà chiedere una diversa articolazione delle percentuali di realizzazione dell’investimento (ad esempio 100% nel 2017 e 0% nel 2018)  che sarà valutata dalla Regione nel rispetto dei vincoli di bilancio. La possibilità di modificare il cronoprogramma potrà essere esercitata al momento della presentazione della domanda di contributo

Modalità di pagamento

  1. Sono ammissibili pagamenti a favore degli affidatari dei lavori o delle forniture effettuati prima della emissione delle fatture? (ad esempio al momento dell’esecuzione dell’ordine?
    No, salvo il caso dei pagamento effettuati Finimport (paragrafo 9.4 del bando)

Aiuti di stato e divieto di cumulo

  1. Cosa s’intende per "aiuto di Stato"?
    Un "aiuto di Stato" è un’agevolazione (sotto qualsiasi forma) concessa dallo Stato o mediante risorse statali o da altri soggetti pubblici (comprese le Regioni), a soggetti, che svolgono attività economica su un determinato mercato, conferendo loro un vantaggio, in grado di incidere sugli scambi interni e di falsare o minacciare di falsare la concorrenza.
    I requisiti che una misura deve possedere per essere qualificata come aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, del trattato sono quattro e devono essere  tutti compresenti:
    1) origine statale dell’aiuto (aiuto concesso dallo Stato ovvero mediante risorse statali o comunque pubbliche);
    2) presenza di un vantaggio selettivo;
    3) incidenza sulla concorrenza;
    4) incidenza sugli scambi tra gli Stati membri.
  2. Quali sono gli articoli del trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea più rilevanti in materia di aiuti di stato?
    I principali sono gli articoli 107, 108 e 109. Va comunque ricordato che la disciplina comunitaria si basa anche su altri tipi di disposizioni (regolamenti, orientamenti, comunicazioni, linee direttrici, decisioni) e sulla giurisprudenza.
    L’art. 107 CE stabilisce quanto segue:
     http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E107:IT:HTML
    L’art. 108 stabilisce quanto segue:
     http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E108:IT:HTML
    L’articolo 109 stabilisce quanto segue:
     http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E109:IT:HTML
  3. Il bando turismo commercio cultura prevede l’erogazione di aiuti di Stato?
    Il bando prevede l’applicazione alternativa di due regimi di aiuto: - Il regime de minimis e il regime di esenzione.
    Il contributo concesso secondo il regime de minimis (Regolamento UE n. 1407/2013 della Commissione del 18/12/2013) costituisce un aiuto di stato che è definito compatibile dalla Commissione europea, poiché esso, essendo di entità esigua (200.000,00 € in 3 esercizi finanziari) è tale da non avere alcun effetto sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati membri. Pur mancando, quindi, uno dei requisiti richiesti dalla commissione per definire un contributo come aiuto di stato, e cioè il requisito della incidenza sugli scambi e la concorrenza, il contributo de minimis rientra comunque nella categoria degli aiuti di stato.
    Il contributo concesso secondo il regime di esenzione (art. 17 del Regolamento UE n. 651 della Commissione del 17/06/2014) costituisce anch’esso un aiuto di stato.

  4. Cosa si intende per cumulo degli aiuti?
    Si realizza un cumulo tra più agevolazioni quando queste si riferiscono agli stessi costi ammissibili, alle stesse spese rendicontabili e rendicontate. Non costituisce cumulo, ed è totalmente irrilevante sotto il profilo degli aiuti di stato, il fatto che un beneficiario riceva più aiuti di stato finalizzati alla realizzazione della medesima iniziativa o progetto o attività ma per costi ammissibili diversi. (Ad esempio se per una ristrutturazione il progetto prevede opere strutturali e finiture – ad esempio infissi – e l’impresa presenta domanda di contributo alla Regione per le opere strutturali e domanda di credito di imposta per gli infissi, tale agevolazioni potranno essere entrambe concesse).
  5. E’ possibile cumulare il contributo concesso ai sensi del bando turismo, commercio, cultura con altri contributi pubblici?
    Il bando stabilisce che il contributo concesso in base allo stesso non è cumulabile con altri aiuti concessi da Enti pubblici sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate.
    Pertanto, il contributo previsto nel bando è cumulabile con altri contributi o agevolazioni concessi da altri enti che non sono classificabili come aiuti di stato.
  6. Come fa un’impresa a capire se un contributo concesso da un altro ente sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate costituisce un contributo cumulabile o un aiuto non cumulabile?
    E’ regola generale quella per cui se il provvedimento normativo (legge, decreto, regolamento, bando) in base al quale l’impresa ha ottenuto il contributo – anche sotto forma di credito d’imposta, detrazione fiscale ecc. - sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate non qualifica espressamente tale contributo come aiuto di stato, allora si può effettuare il cumulo delle agevolazioni. Se, invece, il provvedimento normativo (legge, decreto, regolamento, bando) in base al quale l’impresa ha ottenuto il contributo - anche sotto forma di credito d’imposta, detrazione fiscale ecc. - sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate ha qualificato espressamente tale contributo come aiuto in esenzione, aiuto in de minimis o altro aiuto autorizzato dalla Commissione europea in base ad una esplicita notifica, allora non si può effettuare il cumulo delle agevolazioni.
    Si consiglia pertanto, prima di chiedere a Enti diversi più contributi sugli stessi costi che saranno proposti a valere sul bando turismo, commercio, cultura,  di verificare sempre se la normativa di riferimento prevede espressamente la qualificazione delle agevolazioni come aiuti di stato.

  7. Un’impresa può presentare la domanda di contributo per la realizzazione di un progetto di ristrutturazione o di investimento e, al contempo, intende chiedere – per gli stessi interventi – un credito d’imposta (ad esempio il credito di imposta per interventi di riqualificazione e l'accessibilità delle strutture ricettive previste all’art. 10 del D.L. 31/5/2014, n. 83 convertito in Legge 7/8/2012, n. 134)?
    L'impresa deve:
    a) essere consapevole che l’aiuto previsto nel bando turismo, commercio, cultura non è cumulabile con altri aiuti;
    b) accertare se la norma che prevede il credito d’imposta qualifica tale agevolazione fiscale come aiuto (ad esempio il credito di imposta per interventi di riqualificazione e l'accessibilità delle strutture ricettive previste all’art. 10 del D.L. 31/5/2014, n. 83 convertito in Legge 7/8/2012, n. 134 è previsto come un aiuto in de minimis);
    c) decidere – qualora il credito di imposta sia definito come aiuto - se presentare l’intero progetto (e cioè tutti gli interventi previsti nello stesso) nell’ambito della domanda di contributo  a valere sul bando turismo, commercio, cultura oppure, in alternativa, nell’ambito della domanda finalizzata ad ottenere il credito d’imposta;
    oppure
    d) decidere se presentare una parte del progetto (e cioè alcuni degli interventi previsti nello stesso) nell’ambito della domanda di contributo  a valere sul bando turismo, commercio, cultura e un’altra parte del progetto (e cioè gli interventi previsti nello stesso non presentati sul bando turismo, commercio, cultura) nell’ambito della domanda finalizzata ad ottenere il credito d’imposta.

Business plan

E’ necessario descrivere analiticamente le varie voci di costo previste nel prospetto?
Si, è’ molto importante, nel compilare il prospetto dei costi, che per ciascuna voce di spesa prevista venga inserita una descrizione analitica della spesa. Ad esempio, se vengono acquistati vari macchinari è necessario descrivere, nell’apposito campo note collocato a fianco di ciascuna voce, la descrizione esatta del macchinario che si intende acquistare e il relativo costo. 

Cosa bisogna inserire nel prospetto relativo alle fonti di copertura del fabbisogno finanziario?
In tale prospetto bisogna inserire le seguenti voci:

  • Capitale proprio
    Inserire nel campo il capitale sociale (ossia il capitale contribuito alla società da parte dei soci) detenuto dall’impresa.
  • Finanziamento a breve termine
    Inserire il valore dei prestiti a breve (ossia tutte le operazioni caratterizzate dall’erogazione e di una somma capitale e dal rimborso effettuato mediante un piano di ammortamento prefissato che non superano i 18 mesi) attivi ed utilizzabili o che si intendono attivare, per la copertura dell’investimento descritto. 
  • Finanziamento a Medio e Lungo termine
    Inserire il valore dei prestiti a medio lungo termine (ossia tutte le operazioni caratterizzate dall’erogazione e di una somma capitale e dal rimborso effettuato mediante un piano di ammortamento prefissato che superano i 18 mesi) attivi ed utilizzabili o che si intendono attivare, per la copertura dell’investimento descritto. 
  • Finanziamento Soci
    Inserire la quota dei versamenti effettuati dai soci a titolo di prestito effettuati o da effettuare utilizzabili per la copertura dell’investimento
  • Altre fonti di copertura
    Inserire la quota di altre fonti di copertura che si intendono attivare per la realizzazione dell’investimento ad esempio (anticipi su fatture; anticipazioni; sconto di effetti; crediti di firma, liquidità ecc.)

Cosa bisogna inserire nel prospetto dei costi e dei ricavi incrementali derivanti dall’investimento?
In tale prospetto vanno indicati dei valori di tipo previsionale (stime).  I valori che vanno inseriti sono incrementali (aumento) rispetto alla situazione attuale come conseguenza dell’investimento e quindi inseriti per i quattro anni indicati. In particolare:

  • Ricavi
    Inserire il valore delle vendite di beni e servizi suddivisi per linea di prodotto/servizio se esiste. Il valore da inserire è la stima che si fa dell’aumento delle vendite derivanti dal progetto realizzato 
  • Costi
    Inserire il valore dei costi che si sostengono per la realizzazione dei servizi e dei beni da vendere suddivisi per linea di prodotto/servizio se esiste. Il valore da inserire è la stima che si fa dell’aumento dei costi derivanti dal progetto realizzato.
  • Margine operativo lordo
    Inserire la differenza fra il totale dei Ricavi ed il totale dei Costi.
  • Ammortamenti
    Inserire la quota di ammortamento derivante dalla divisione dell’investimento realizzato nel progetto presentato, nei differenti anni indicati
  • Reddito operativo
    Inserire la differenza fra il valore del margine Lordo e quello delle quote d’ammortamento.
  • Risultato della gestione finanziaria
    Inserire il valore degli oneri finanziari relativi ai finanziamenti accesi per coprire gli investimenti relativi al programma
  • Quota contributi
    Inserire il valore atteso della quota di contributo pubblico ricevibile in funzione del progetto presentato, date le scadenze del progetto le quote contributo saranno inserite solo su 2018 e 2019, secondo da suddivisione che è stata presentata.
  • Reddito Lordo
    Inserire la differenza tra Reddito operativo e la somma fra Risultato della gestione finanziaria (in caso di risultato negativo sarà una differenza) e la quota contributi..

Nel caso in cui la domanda di contributo venga proposta dal proprietario di un immobile che al momento della domanda stessa risulta essere un’impresa attiva in un settore di attività diverso da quelle agevolabili dal bando e  che si propone di ristrutturare, riqualificare o ampliare lo stesso per destinarlo ad una delle attività agevolabili dal bando (ad esempio società immobiliare proprietaria di un albergo attualmente chiuso che intende ristrutturarlo e darlo in gestione entro la data del 28/02/2019 ad un soggetto terzo) i contenuti della relazione/business plan devono riferirsi all’attività del proprietario o del futuro gestore?
La relazione/business plan (in particolar modo il paragrafo 2 dello stesso) deve caratterizzarsi sempre come una relazione di progetto. In particolare si dovrà indicare, in modo qualitativo e quantitativo, le azioni, gli interventi i costi e le relative fonti di copertura nonché le previsioni dei ricavi incrementali che il progetto è in grado di generare. Il suddetto proprietario, pertanto, dovrà inserire – in particolare nel prospetto dei costi e ricavi incrementali – i valori (e quindi anche i costi e i ricavi) che si ipotizza verranno realizzati nella gestione dell’attività specifica che sarà realizzata nell’immobile.   

 

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pubblicato il 2016/11/23 12:05:00 GMT+2 ultima modifica 2017-02-27T16:15:00+02:00

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