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Il Tecnopolo di Mirandola si espande

Presentato l'ampliamento della struttura realizzata nel 2015 con risorse Por Fesr, cuore del distretto biomedicale modenese

Il Tecnopolo Mario Veronesi di Mirandola è una delle dieci infrastrutture di ricerca e innovazione create in Emilia-Romagna grazie ai Fondi europei per favorire l'incontro tra ricerca e impresa. Inaugurato nel 2015, è ora al centro di un progetto di ampliamento che lo renderà un polo di eccellenza nell'ambito della medicina personalizzata. In cantiere l'aumento significativo degli spazi, che passeranno da 600 a 1000 mq. Saranno pronti entro il 2019 due nuovi laboratori, uno chimico e l’altro funzionale ai test di sicurezza dei nuovi prodotti, spazi di co-working e per la realizzazione di prototipi al servizio delle aziende. Di fatto, anche un nuovo incubatore per le start up, con uffici e laboratori dedicati in quello che si appresta a diventare il Biomedical Village.

L’investimento previsto è di 900 mila euro, più della metà da fondi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna. Cofinanziatori anche il Comune di Mirandola e la Fondazione Democenter, cui si aggiungono i contributi di Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, Confindustria Emilia Area Centro e Camera di Commercio di Modena. Per la struttura, fino a oggi, sono stati investiti 4 milioni e 250 mila euro, di cui 3 milioni e 828 mila euro di risorse da Fondi europei Por Fesr 2007-2013.

Il Commento

“La scelta di insediare un Tecnopolo in questo territorio ferito dal terremoto si è rivelata quanto mai azzeccata perché proprio ricostruendo le imprese e rilanciando l’innovazione abbiamo ritrovato e valorizzato la nostra identità" - ha commentato Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive e Ricostruzione post sisma - "E ora, dopo meno tre anni di attività, la struttura rappresenta un polo assoluto di attrazione in ambito delle biotecnologie con un indiscutibile ruolo di primo piano, su scala nazionale e internazionale. Ora deve continuare a crescere, con la scienza e l’innovazione, per garantire lo sviluppo del territorio, della buona occupazione e della cultura del lavoro”. 

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