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Inaugurato il Tecnopolo di Parma

Al Campus di Parma l'edificio finanziato con fondi Por Fesr 2007-2013

Lunedì 10 ottobre 2016 è stato inaugurato al Campus di Parma il Tecnopolo dell’Università. L’edificio, con una superficie interna di circa 3800 metri quadri su tre piani, ospita tre centri interdipartimentali per la ricerca applicata (Siteia.Parma, Cipack e Biopharmanet-Tec) e i primi Temporary Lab, spazi per accogliere, in via temporanea, aziende partner dell’ateneo nelle attività di ricerca. L’opera fa parte della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, che riunisce i tecnopoli per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico promossi dalla Regione.

L’infrastruttura, nata da un investimento complessivo di circa 6,9 milioni di euro – di cui 4,8 a valere su fondi Por Fesr 2007-2013 della Regione Emilia Romagna e circa 2 dell’Università di Parma - costituisce un tassello fondamentale per la realizzazione della strategia Mastercampus, il piano regolatore di cui si è dotato l’Ateneo per programmare investimenti in strutture moderne collegate ai temi della gestione intelligente di mobilità, energia e servizi.

«Con l’inaugurazione del Tecnopolo - ha detto il Rettore Loris Borghi - facciamo un altro passo, fondamentale, non solo nella realizzazione della Mastercampus strategy ma anche nella direzione della nuova Università che stiamo costruendo. Qui infatti trovano spazio sia la ricerca applicata dei centri interdipartimentali sia i “lab” delle aziende partner dell’Ateneo nelle attività di ricerca, in una contiguità virtuosa e ricca di potenzialità nella quale resta fondamentale lo stretto rapporto fra l’Ateneo e il mondo dell’impresa».

«Innovazione e ricerca sono le direttrici principali delle politiche di sviluppo regionale, commenta il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Il Tecnopolo di Parma, in tal senso, è esempio di quell’innovazione insieme economica, sociale e tecnologica che vogliamo sempre più identifichi il nostro territorio a livello internazionale. Questa struttura è un centro strategico per far vivere l’economia della conoscenza, che rafforza e qualifica gli investimenti realizzati in questi anni da Regione, istituzioni locali e Ateneo. Bisogna quindi insistere in questa relazione virtuosa tra Università, ricerca, Rete regionale Alta tecnologia, start up e mondo delle imprese, perché sperimenta un’idea di quartiere urbano, attrattivo, fondato sulle migliori espressioni del cambiamento in corso a livello globale: comunità e conoscenza per creare un ecosistema forte, aperto, globalizzato e attrattivo».

Si inserisce in questo contesto anche il progetto del Polo dell’Innovazione Innohub, la struttura che sorgerà a pochi metri dal Tecnopolo e cui hanno già aderito 68 aziende, partner attuali o futuri dell’Università, manifestando il loro interesse a essere presenti con un loro laboratorio per favorire gli scambi con l’Ateneo nell’ambito della ricerca e per il reperimento di personale altamente qualificato.

Al taglio del nastro ufficiale questa mattina hanno partecipato il rettore Loris Borghi e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, l’assessore regionale Simona Caselli e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Agroalimentare, biotecnologie, farmaceutica ed energia al centro delle ricerche del Tecnopolo di Parma finanziate con il Por Fesr 2014-2020

La ricerca industriale dell’Università di Parma si svolge nei sei centri interdipartimentali del Tecnopolo, appartenenti alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, cui si aggiunge il centro accreditato Cidea (Centro interdipartimentale di ricerca per l’energia e l’ambiente).

Nell’ambito del Por Fesr 2014-2020 il Tecnopolo di Parma ha reperito 3,68 milioni di euro per cinque progetti guidati dai centri Biopharmanet-Tec, Siteia.Parma e Cidea, e per la partecipazione in ulteriori 9 progetti in qualità di partner. In prevalenza le ricerche si concentrano sul tema agroalimentare (10 progetti su 14), salute e benessere, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, energia e ambiente.

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