Archeologia a fuoco

Una campagna fotografica per valorizzare siti e parchi archeologici della provincia di Forlì-Cesena

Diciassette fotografi romagnoli ed i siti e parchi archeologici del territorio della provincia di Forlì-Cesena sono i protagonisti di Archeologia a fuoco, un progetto cofinanziato dal Por Fesr 2007-20013 (Attività 4.1.2) e realizzato dall'Assessorato alla cultura del Comune di Savignano sul Rubicone, su incarico della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Forlì-Cesena.

Archeologia a fuoco ha prodotto un'estesa campagna fotografica condotta da diciassette autori che, ognuno con il proprio sguardo, hanno raccontato siti e parchi archeologici del territorio per valorizzare le emergenze archeologiche dell’età romana e tardo antica presenti nel territorio romagnolo e restituire alla collettività un patrimonio storico del passato e della memoria di inestimabile valore. L’indagine fotografica non si è limitata alle singole emergenze storico-archeologiche, ma ha incluso anche quegli elementi di contesto che concorrono a rappresentare e identificare più in generale gli aspetti paesaggistici, naturali, urbani e antropologici.

Il progetto ha voluto anche favorire la creazione di un prodotto e di un percorso turistici in rete fondati sull’idea della Romagna quale luogo di eccellenza in Italia.

Le aree archeologiche e i territori interessati dalla campagna fotografica sono compresi nei comuni di Borghi (San Giovanni in Galilea), Cesena, Cesenatico, Forlì, Forlimpopoli, Galeata e Valle del Bidente, Sarsina, Savignano sul Rubicone.

Spiega Paola Sobrero, responsabile della Biblioteca comunale di Savignano sul Rubicone, in un articolo pubblicato rivista IBC (numero 4-2015), edita dall’Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, “nel quadrilatero che delinea i confini della provincia di Forlì-Cesena l'itinerario di "Archeologia a fuoco" ha circoscritto un ulteriore perimetro, che dalla pianura al confine con la provincia di Rimini raggiunge il litorale costiero per riaddentrarsi nel cuore romagnolo e risalire a una vasta area collinare. Un quadrato con un'appendice che si allunga sulla costa o, se si preferisce, un poligono che, come oltre duemila anni fa, si snoda all'interno di quelli che erano gli antichi confini naturali - la colonia riminese, la costa, l'area collinare - venendo attraversato dall'asse diritto della via Emilia, spartiacque viario tra collina e pianura da cui si articolavano le antiche strade che portavano alla collina o al mare, incontrando i castra, i fora, le mansiones che sono oggi città, paesi e borgate”.

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