Approvata l’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna

L'obiettivo è rendere la Regione 100% digitale

L’Assemblea legislativa ha approvato l’Agenda digitale dell’Emilia-Romagna (Ader) 2015-2019, il principale elemento di programmazione della Regione e degli enti locali del territorio regionale per favorire lo sviluppo della società dell'informazione. Il riferimento normativo di base è la Legge Regionale n. 11 del 2004 (e successive modifiche) denominata Sviluppo della società dell’informazione regionale, che riconosce ruoli formali e strumenti istituzionali di programmazione, in particolare formalizzando la predisposizione di Linee di indirizzo per lo sviluppo delle Ict e dell'e‐government, periodiche e quinquennali.

L’Ader 2015-2019 è un documento di programmazione messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna perché nel 2025 l’Emilia-Romagna sia 100% digitale, ovvero una regione in cui le persone vivono, studiano, si divertono e lavorano utilizzando le tecnologie, Internet ed il digitale senza che questo risulti una eccezionalità.

Per realizzare questo cambiamento, secondo quanto contenuto nell'Ader, è necessario dotare l’Emilia-Romagna di infrastrutture sia fisiche, come la fibra ottica, che immateriali, come le competenze digitali. La nuova programmazione vuole essere un patto per l’innovazione che deve trovare come parti attive la pubblica amministrazione, le imprese e il terzo settore e che ha come obiettivo finale rendere pienamente i diritti di cittadinanza digitale (diritto di accesso alle reti tecnologiche, diritto all’informazione e alla conoscenza, diritto ai servizi alla persona e alle imprese e diritto di accesso ai dati).

Dell’attuazione dell’Agenda digitale se ne occupa anche il Por Fesr 2014-2020 con oltre 30 milioni di euro per lo sviluppo dell'ict. In particolare, l’asse 2 intende ridurre i divari digitali e diffondere la connettività in banda ultra larga delle aree produttive del territorio regionale considerate a fallimento di mercato; digitalizzare i processi amministrativi e diffondere i servizi digitali interoperabili per rendere accessibili alle imprese i servizi della PA in una logica di snellimento delle pratiche e di innalzamento del livello di competitività del sistema economico e della PA (rete Suap).

Complessivamente sono previsti 75 milioni di euro nell'ambito dei Fondi strutturali europei destinati a colmare gli svantaggi infrastrutturali delle aree produttive di nuova formazione o già esistenti che si trovano in zone svantaggiate, offrendo alle imprese le stesse possibilità di competere sul mercato che hanno coloro che operano in aree a elevata concentrazione produttiva e quindi favorendo lo sviluppo economico dell'area stessa. A tali risorse si affiancheranno gli oltre 180 milioni di euro di derivazione statale riservati all'Emilia-Romagna per lo sviluppo della banda ultra larga sul territorio nazionale verso gli obiettivi Ue 2020.

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