Domande e risposte

Chiarimenti per i progetti da presentare nella seconda finestra

  1. Quando devono essere avviati i progetti presentati nell’ambito della seconda finestra?
    Come è previsto nel paragrafo 8 del bando, i progetti presentati nell’ambito della seconda finestra dovranno essere a partire dal primo gennaio 2019. Ai sensi del bando l’avvio coincide con la data di emissione della prima fattura relativa agli acquisti, forniture e lavori realizzati.
    Rimane salvo tuttavia quanto già chiarito nelle faq precedenti, e cioè che anche prima della presentazione della domanda potranno essere sottoscritti i contratti tra richiedente e fornitori, effettuati gli ordinativi o richiesti i preventivi mentre i documenti comprovanti il trasporto e la consegna dei beni dal fornitore all’acquirente (es: bolle di accompagnamento) dovranno avere una data successiva a quella di presentazione della domanda di contributo.
  2. Quando devono essere conclusi i progetti presentati nell’ambito della seconda finestra?
    I progetti dovranno essere conclusi entro 10 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di concessione e, comunque, non oltre la data del 31/12/2019. Si ricorda che la data di conclusione del progetto coincide con la data di emissione dell’ultima fattura relativa agli acquisti, forniture e lavori realizzati.
  3. Con riferimento ai progetti presentati nell’ambito della seconda finestra sono ammissibili a finanziamento le fatture emesse e pagate, dopo la presentazione della domanda, nell’anno 2018?
    No, tali fatture non sono agevolabili. Tutte le fatture per essere ammesse al finanziamento dovranno essere emesse nel periodo 1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2019 e pagate nel periodo 1° gennaio 2019 – 28 febbraio 2020.
  4. L’impresa che presenta il progetto nell’ambito della seconda finestra ha la possibilità di cumulare il contributo regionale con l’iperammortamento?
    La normativa vigente relativa all’iperammortamento prevede che la spesa relativa all’impianto o macchinario sia sostenuta almeno per il 20% nel 2018 e per il restante 80% nel 2019. Ciò contrasta apertamente con il cronoprogramma previsto dal bando relativamente alle domande presentate nell’ambito della seconda finestra. Quest’ultimo, infatti, stabilisce che la spesa debba essere sostenuta interamente nel 2019.
    Sono ammissibili e finanziabili allora i progetti presentati nella seconda finestra le cui spese sono in parte sostenute nel 2018? La risposta è affermativa. Tuttavia, le spese sostenute nel 2018, pur dovendo essere rendicontate alla Regione per comprovare l’intero pagamento del bene oggetto del contributo, non saranno agevolabili.
    ES: costo del bene= 100, acconto pagato nel 2018=20, saldo pagato nel 2019=80.In questo caso la spesa da rendicontare alla Regione per ottenere il contributo (ad esempio 25% del costo ammesso) sarà uguale a 100, la spesa agevolabile sarà 80, il contributo sarà pari a 20.

Aspetti generali

  1. E’ possibile, da parte delle imprese richiedenti, sostenere l’investimento con risorse proprie e senza ricorrere al finanziamento bancario?
    No. L’iniziativa assunta dalla Regione tramite il bando mira a sostenere investimenti da parte delle imprese che non hanno liquidità proprie. Pertanto è necessario che l’investimento in relazione al quale si chiede l’agevolazione sia coperto – come spiegato nella tabella di cui al paragrafo 2.1 del bando stesso – in parte con un finanziamento bancario e in parte con il contributo a fondo perduto. 
  2. Quali sono i Confidi autorizzati a rilasciare le garanzie dirette sui finanziamenti bancari concessi dalle banche per sostenere la parte degli investimenti non coperta dal fondo perduto e che beneficeranno della controgaranzia del Fondo EuReCa?
    I confidi saranno quelli selezionati da Cassa Depositi e Prestiti spa, con procedura pubblica. L’elenco dei Confidi sarà pubblicato sul sito del Por Fesr al termine della suddetta procedura.
  3. In caso di incremento occupazionale il contributo a fondo perduto viene riconosciuto nella misura del 25% solo a seguito della presentazione della documentazione di rendicontazione e della dimostrazione del saldo positivo tra i dipendenti a tempo indeterminato dichiarati nella domanda e quelli dichiarati al momento della richiesta di erogazione del saldo del contributo. In questo caso qual è l’importo del finanziamento bancario che l’impresa deve stipulare con la banca?
    Nel caso in cui l’impresa richiedente dichiari nella domanda che, per effetto del progetto, procederà ad assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato, l’importo del finanziamento dovrà essere chiesto nella misura del 75% del costo dell’investimento complessivo

Cumulo contributi

  1. Cosa si intende per cumulo dei contributi?
    Si realizza un cumulo tra più agevolazioni quando queste si riferiscono agli stessi costi ammissibili, alle stesse spese rendicontabili e rendicontate. Non costituisce cumulo, ed è totalmente irrilevante sotto il profilo degli aiuti di stato, il fatto che un beneficiario riceva più aiuti di stato finalizzati alla realizzazione della medesima iniziativa o progetto o attività ma per costi ammissibili diversi. 
  2. E’ possibile cumulare il contributo concesso ai sensi del bando con altri contributi?
    Il bando stabilisce che il contributo concesso in base allo stesso non è cumulabile con altri aiuti pubblici di qualsiasi natura classificabili come aiuti di stato ai sensi della normativa comunitaria. Pertanto, il contributo previsto nel bando è cumulabile con altri contributi o agevolazioni concessi da altri enti che non sono classificabili come aiuti di stato. 
  3. Come fa un’impresa a capire se un contributo concesso da un altro ente sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate costituisce un contributo cumulabile o un aiuto non cumulabile?
    Innanzitutto, è regola generale quella per cui se il provvedimento normativo (legge, decreto, regolamento, bando, ...) in base al quale l’impresa ha ottenuto il contributo sugli stessi costi ammissibili, sulle stesse spese rendicontabili e rendicontate non qualifica espressamente tale contributo come aiuto di stato, allora si può effettuare il cumulo delle agevolazioni.
    In secondo luogo:
  • se il provvedimento normativo (legge, decreto, regolamento, bando, ...) prevede che il contributo venga concesso in regime di esenzione, allora si è in presenza di un aiuto e i contributi non saranno cumulabili;
  • se il provvedimento normativo (legge, decreto, regolamento, bando, ...) prevede che il contributo venga concesso in regime de minimis, allora non si è in presenza di un aiuto, con la