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Rapporto 2014, fondi europei determinanti per la crescita

19 dicembre 2014 - L'indagine congiunturale sottolinea il ruolo dei fondi strutturali nel sostenere l'economia regionale

Quasi 390 milioni di investimenti solo nel 2014, generati da 1.209 progetti finanziati dai fondi Por Fesr, risorse sempre più determinanti nel supportare l'economia dell'Emilia-Romagna. E' quanto emerge dal Rapporto 2014 sull'economia regionale realizzato da Unioncamere e Regione Emilia-Romagna e che per l'anno in corso descrive un lieve crescita del Pil (+0,3%), dovuta soprattutto all'export (+4,2% rispetto al 2013).

Il Rapporto delinea anche una prospettiva positiva di crescita per il 2015 intorno all'uno per cento, incremento per il quale gioca un ruolo determinante l'attuazione dei fondi strutturali, che corrispondono a circa 2,5 miliardi di euro, risorse in crescita rispetto alla precedente programmazione destinata all'Emilia-Romagna.

Fesr, Fse e Feasr, ai quali si aggiungono la partecipazione ai diversi Pon nazionali e alle altre iniziative dirette della Commissione europea come Horizon, Creative Europe e Cosme, secondo il modello messo a punto da Prometeia e in uno scenario 2020-2023, contribuiranno a determinare una crescita costante superiore all'uno per cento nel periodo 2018-2020, insieme ad un aumento degli investimenti fissi lordi superiore all'1,5%.

Grazie a questo incremento, il tasso di disoccupazione regionale dovrebbe attestarsi intorno al 5%, per scendere al 3,8% nel 2023, così come potranno riprendere gli investimenti innovativi e crescerà la capacità di creare nuove imprese. Il numero dei ricercatori presenti in azienda dovrebbe consentire un raddoppio del valore dell'indicatore, raggiungendo le 17mila unità sul totale dei circa 40mila addetti nel settore ricerca e sviluppo in Emilia-Romagna. Numeri che, intorno al 2020, porteranno al 2% sul Pil il livello di ricerca e sviluppo, con un forte contributo della ricerca privata.

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