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Introduzione

Risparmio e sostenibilità ambientale, cooperazione tra enti locali e imprese, benefici economici e sociali con la riduzione dei costi in bolletta e la partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini nella transizione ecologica. Sono gli obiettivi delle Comunità energetiche rinnovabili - Cer in Emilia-Romagna, modelli di auto-organizzazione locale che trasformano i consumatori in protagonisti dell’indipendenza energetica.

Sul loro sviluppo e sui percorsi di crescita in questi anni si concentra un’indagine su un campione di 45 comunità già costituite voluta dalla Regione e condotta dall’Help Desk Cer, gestito da Art-ER, società in-house della Regione su innovazione, attrattività e internazionalizzazione. Il campione riguarda circa il 43% delle Cer mappate da Art-ER sul territorio regionale a fine 2025.

L’analisi riguarda i modelli organizzativi, tecnici, le modalità di gestione e i principali fabbisogni. Il dato principale che emerge è che le Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna sono in crescita, ma il percorso verso la piena operatività è ancora in corso.

La Regione, attraverso bandi ad hoc finanziati con i Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027, negli ultimi due anni ha concesso contributi alle Cer per oltre 3,5 milioni di euro per sostenere la costituzione e la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di impianti esistenti idonei alla produzione di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, oltre alle opere connesse e alle relative spese tecniche.

È oggi aperto un terzo bando, dedicato al sostegno agli investimenti delle Comunità energetiche rinnovabili, con una dotazione finanziaria di ulteriori 2,5 milioni di euro, ancora una volta finalizzato a sostenere la realizzazione di impianti, a dimostrazione della volontà di continuare a sostenere lo sviluppo di questi nuovi attori del territorio, fondamentali per la transizione energetica verso le rinnovabili.

“Un’indagine che ci aiuta a capire come intervenire a sostegno delle comunità energetiche - sottolinea il vicepresidente della Regione con delega alla Green economy, Vincenzo Colla - a conferma del nostro impegno verso la transizione energetica e lo sviluppo di comunità locali più resilienti. Pur non sottovalutando le difficoltà tecniche e normative, che rallentano il raggiungimento rapido dell’operatività – chiude Colla – quello delle comunità è un investimento di lungo periodo con risultati futuri in termini di risparmio energetico, sostenibilità ambientale e impatto sociale”.

L’indagine in dettaglio

Le finalità delle Cer vanno oltre la produzione di energia. In cima alle priorità ci sono la riduzione delle emissioni e i benefici ambientali (71%), il contrasto alla povertà energetica (67%) e la diffusione della cultura energetica e ambientale (67%). Accanto a questi obiettivi, circa la metà delle comunità punta anche a vantaggi diretti per i membri, come il risparmio in bolletta e il rafforzamento delle relazioni sociali.

Dal punto di vista territoriale, le Cer sono distribuite soprattutto lungo l’asse della Via Emilia, con una presenza significativa nelle province di Forlì-Cesena e Modena, che insieme rappresentano il 42% del campione.

Guardando al futuro, le priorità appaiono chiare: il 76% delle Cer punta ad ampliare la base sociale, mentre il 69% mira ad aumentare la quantità di energia prodotta e condivisa, confermando un sistema ancora concentrato sul consolidamento e sulla crescita.

Nelle comunità già attive prevalgono impianti di piccola scala, fino a 200 kW nel 47% dei casi, mentre la metà conta fino a 10 membri.

I tempi di sviluppo restano lunghi: servono in media due anni per arrivare alla costituzione di una Cer. Le difficoltà maggiori si concentrano nella realizzazione degli impianti e nell’accesso agli incentivi. Le comunità evidenziano anche un forte bisogno di supporto tecnico, strumenti finanziari adeguati e maggiore semplificazione burocratica.

Le Cer in Emilia-Romagna

Le Comunità energetiche censite al 31 dicembre 2025 in Emilia-Romagna sono 98. A queste si aggiungono 6 comunità che operano in regione ma con sede legale in altre regioni, per un totale di 104 entità.

Le comunità che hanno raggiunto l’operatività riconosciuta dal Gestore dei servizi energetici e hanno accesso agli incentivi sono 28, di cui 22 con sede legale in Emilia-Romagna.

Le Comunità energetiche costituite entro il 2025 sono aumentate del 73% rispetto al dato di fine 2024, confermando la crescita di un modello sempre più centrale per la transizione energetica e per gli obiettivi della Politica di coesione europea.

Per saperne di più

Ultimo aggiornamento: 23-04-2026, 15:44