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Introduzione

Entra nel vivo il Piano di recupero del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica - Erp e di Edilizia residenziale sociale – Ers emiliano-romagnolo. Un investimento complessivo di 300 milioni di euro, di cui 100 milioni tra risorse della Regione e Fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027 e 200 ottenuti grazie al finanziamento con la Banca europea per gli investimenti – Bei. Nato per affrontare la crescente difficoltà di accesso alla casa e per aumentare l’offerta di alloggi a canone accessibile per famiglie, lavoratrici e lavoratori a reddito medio e medio-basso, il Piano ha registrato una risposta molto positiva nell’ambito della manifestazione di interesse regionale rivolta a Comuni e Aziende casa Emilia-Romagna - Acer, finanziata per oltre 30 milioni da risorse Fesr e per 20 dalla Regione: in questa prima fase gli Enti hanno candidato 1.474 interventi per il recupero del proprio patrimonio (tra fabbricati e alloggi), mentre a breve sarà riaperta la possibilità di inviare nuove candidature.  

Il Piano Casa è stato al centro di un incontro che si è svolto il 24 settembre 2026 tra il presidente, Michele de Pascale, l’assessore regionale alle Politiche abitative, Giovanni Paglia, e i vicepresidenti della Bei, Ioannis Tsakiris e Gelsomina Vigliotti. Presente l’assessore alla Programmazione, bilancio e Fondi europei Davide Baruffi. 

La casa è una delle grandi sfide sociali del nostro tempo - sottolinea il presidente de Pascale - per affrontarla servono investimenti strutturali e di lungo periodo. Con questo Piano introduciamo risorse importanti per recuperare patrimonio pubblico, aumentare l'offerta di alloggi accessibili e dare così una risposta concreta a famiglie, lavoratrici e lavoratori che oggi faticano a sostenere i costi dell'affitto, spesso anche persone con un’occupazione e un salario regolari. Il diritto alla casa è uno dei pilastri della nostra azione di legislatura e l’accordo, primo in Europa, che stiamo mettendo a terra con la Bei ne rappresenta il primo tassello importante. 

Il Piano - specifica l’assessore Giovanni Paglia - permetterà di aumentare la disponibilità di alloggi in affitto a canone calmierato e di valorizzare il patrimonio abitativo pubblico. L’Emilia-Romagna è molto attrattiva per motivi di studio, lavoro e sempre più anche sul piano turistico. Una dinamica di per sé positiva, ma che va governata.  Non possiamo lasciare tutto al mercato, vogliamo e dobbiamo lavorare per salvaguardare un modello di welfare e di coesione sociale che da sempre rappresenta il valore aggiunto di questa regione.

Entro ottobre la proposta normativa approvata dalla Giunta regionale sarà portata in Assemblea legislativa per procedere con la firma del finanziamento Bei. Si tratta della prima operazione della Banca europea degli investimenti nel settore abitativo realizzata con un’autorità regionale in Italia ed è progettata per convogliare i finanziamenti verso circa 40 Comuni. 

Le linee di intervento in dettaglio 

Sono previste tre linee di intervento di recupero e rigenerazione urbana che potranno coinvolgere fino a 5.700 unità tra edilizia pubblica e sociale per un fabbisogno potenziale totale di 500 milioni di euro. 
La prima riguarda il recupero rapido di 1.094 alloggi Erp sfitti e inutilizzati, ed è stata oggetto della manifestazione di interesse che ha raccolto le candidature di Comuni e Acer, individuato i progetti ammissibili e avviato la procedura negoziata, mettendo a disposizione oltre 50 milioni dei 100 a carico della Regione tra risorse Fesr e regionali. Si tratta di una prima tranche di interventi sul patrimonio Erp sfitto che ammonta a circa 5.900 alloggi come rilevato dall’Osservatorio regionale. 

La seconda linea è suddivisa in due azioni: la prima riguarda la rigenerazione di fabbricati Erp per l’efficientamento energetico e il superamento delle barriere architettoniche: si tratta di 255 interventi candidati che andrebbero a beneficio di oltre 3.400 unità Erp, per circa 187 milioni di fabbisogno stimato. 
La seconda punta invece al recupero e alla nuova costruzione di immobili pubblici da destinare a edilizia sociale: si tratta di 82 edifici candidati e 1.150 alloggi, per un fabbisogno stimato in 261 milioni di euro. 
Questi due ambiti rappresentano il cuore dell'operazione finanziaria: saranno infatti sostenuti attraverso il mutuo che la Regione firmerà con la Bei. 

Per arrivare all’obiettivo di legislatura di 3.500 alloggi di edilizia residenziale sociale destinati a famiglie, lavoratrici e lavoratori, la Regione continuerà ad acquisire i fabbisogni di recupero degli alloggi sfitti e degli immobili pubblici da destinare a social housing da parte dei Comuni e delle Aziende Casa e punta a riaprire i termini per le manifestazioni di interesse, considerando che le candidature raccolte rappresentano solo una parte del patrimonio pubblico inutilizzato. 

L’obiettivo è concludere la ristrutturazione degli alloggi della prima linea entro il 2027, mentre per la seconda linea i tempi saranno legati ai tempi e al tipo di intervento di recupero. 

Il Piano arriva in un contesto di forte domanda abitativa: sono quasi 30mila le domande Erp in attesa di assegnazione in Emilia-Romagna e oltre 3.300 le richieste raccolte per le abitazioni della linea 1. Un quadro che rende il Piano Casa uno degli interventi più rilevanti della Regione per rafforzare l'offerta abitativa pubblica e sociale. 

Il finanziamento Bei

L'importo finanziato sarà restituito attraverso un piano di ammortamento trentennale sostenuto dagli introiti dei canoni. Gli alloggi recuperati entreranno temporaneamente a far parte del patrimonio di Edilizia residenziale sociale (Ers) e saranno assegnati a cittadini e alle famiglie con un Isee da 8 mila fino a 35mila euro che pagheranno un canone calmierato medio di circa 350 euro. 

Per saperne di più

Ultimo aggiornamento: 25-09-2026, 16:08