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Fondi europei, la Regione chiude “Obiettivo 2”

10 maggio 2011 – Con l’approvazione della relazione finale di esecuzione, la Regione chiude “Obiettivo 2” 2000-2006. L'assessore regionale Muzzarelli: “L’efficienza nell’utilizzo dei fondi è stata possibile anche grazie al ruolo virtuoso di enti locali e forze economiche e sociali, sia in fase di definizione sia di realizzazione degli interventi”

“Una regione più coesa, anche grazie alla capacità di utilizzare al meglio le opportunità offerte dai fondi europei”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, commentando l’approvazione, da parte della Commissione Ue, della relazione finale di esecuzione del Documento unico di programmazione ‘Obiettivo 2’ 2000-2006. Infatti, l’Emilia-Romagna – prima tra le Regioni italiane a Statuto ordinario – ha utilizzato integralmente le risorse messe a disposizione dall’Ue per realizzare quella “politica di coesione” essenziale per ridurre il divario socioeconomico tra i territori in ambito comunitario. Oltre 263 milioni di euro, di cui 128 finanziati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale, che hanno finanziato 2.911 progetti di sostegno alle imprese e 736 progetti pubblici per la valorizzazione e lo sviluppo del territorio.
Dal lato imprese, sono stati attivati investimenti per circa 290 milioni, mentre la “progettualità pubblica” si è concretizzata in nuove infrastrutture, per un investimento complessivo superiore ai 184 milioni. Spese certificate dalla Commissione europea che ha dato il via libera, nei giorni scorsi, all’ultimo trasferimento di risorse, chiudendo dunque la programmazione 2000-2006 anche dal punto di vista contabile.

Fulcro di “Obiettivo 2”, la territorialità. Dal ferrarese al basso ravennate, fino all’Appennino e alla bassa pianura centrale compresa tra Reggio e Modena: queste le aree interessate dal Programma; beneficiari dei fondi, in tutto, 130 comuni – pari al 38% del totale dei comuni della Regione – dove risiedono quasi 400mila persone. Tra i risultati, una significativa riduzione del divario socioeconomico tra i territori anzitutto in termini di occupazione e nuova imprenditorialità: infatti delle 2.911 imprese finanziate, 292 erano ‘nuove imprese’, mentre gli investimenti raggiunti (545 milioni complessivi) hanno contribuito alla creazione di quasi 2.900 posti di lavoro.

“L’efficienza nell’utilizzo dei fondi è stata possibile – ha aggiunto Muzzarelli – anche grazie al ruolo virtuoso che hanno assunto gli enti locali e le forze economiche e sociali, sia in fase di definizione sia di realizzazione degli interventi. Ciò si è tradotto nel raggiungimento a tempo record di tutti gli obiettivi di spesa, motivo per cui i fondi comunitari assegnati alla nostra regione sono passati da 122 a 128 milioni, nel 2004, in base al meccanismo di premialità stabilito dall’Unione europea per le regioni più virtuose. Dall’altra parte, l’Emilia-Romagna ha dimostrato sul campo l’efficacia di questi fondi in termini di crescita, anche al di là delle aspettative della vigilia”. Per esempio i 2.900 posti di lavoro creati, che non sono conseguenza diretta della fase realizzativa dei progetti, ma (nell’83% dei casi) generati da progetti delle imprese finanziate, in altre parole, generati dal mercato.

Allegato Rapporto finale di esecuzione del DocUP - Giugno 2010
Il documento fornisce un resoconto completo dell'attuazione del Programma con dati sull'utilizzo dei Fondi e sulle ricadute economico sociali nei territori interessati.

Allegato I risultati di "Obiettivo 2" - Scheda sintetica