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Modena, taglio del nastro per il nuovo tecnopolo

15 dicembre 2014 - Inaugurata la struttura della Reta Alta tecnologia dell'Emilia-Romagna. 300 i ricercatori al lavoro

Folla delle grandi occasioni per l'inaugurazione del tecnopolo di Modena. La nuova struttura, realizzata all'interno del polo universitario modenese che ospita il dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari", rappresenta un nuovo tassello della Rete Alta tecnologia dell'Emilia-Romagna finanziata con le risorse del Por Fesr. Al taglio del nastro sono intervenuti, tra gli altri, Stefano Bonaccini, neo presidente della Regione Emilia-Romagna, il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, il rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Angelo Andrisano e i responsabili dei laboratori ospitati all'interno della struttura.

"La ricerca e l'innovazione sono l'asse essenziale per il rilancio dell'economia europea e per la crescita dell'occupazione – ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna – la Regione sarà impegnata ad ottenere il riconoscimento dell'Emilia Romagna come grande Hub europeo della ricerca, valorizzando e investendo sulle infrastrutture e le competenze, ma soprattutto sulla ricerca, in collaborazione con l'industria. L'inaugurazione del Tecnopolo modenese, in questo senso, rappresenta un tassello importante, che si aggiunge alla Rete Alta Tecnologia e dei Tecnopoli, coordinata da Aster e costituita da 10 Tecnopoli, 36 laboratori di ricerca industriale, 41 laboratori e 11 centri per l'innovazione. Questa rete va ulteriormente rafforzata e, all'interno di Horizon 2020, va messa nelle condizioni di operare come una sola grande infrastruttura di dimensione europea. Così facendo, la Rete può configurarsi come fattore di attrattività internazionale per investimenti e talenti, oltre che per le imprese che su questo territorio vogliono investire nel campo dell'innovazione e della ricerca".

La nuova sede del polo di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico, che ospiterà 300 ricercatori, è costituita da laboratori dedicati a tre settori fondamentali per l'economia modenese: Meccanica e materiali, Scienze della vita e Ict. Prima dell'inaugurazione ufficiale, lo scorso settembre si era già trasferito nel Tecnopolo il centro per l'innovazione Democenter, mentre in ottobre sono stati realizzati diversi interventi alla viabilità per facilitare l’accesso alle nuove strutture. Nel tecnopolo modenese hanno sede anche i Laboratori dei centri interdipartimentali Intermech Mo.Re. per la meccanica avanzata, Softech per l’Ict e il Centro Cellule Staminali e Medicina Rigenerativa per il medicale, oltre a 11 spin off universitari.

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