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Pmi, risorse per 23,4 miliardi

19 gennaio 2011 – L’Unione europea mette nero su bianco la strategia in materia di sostegno alle piccole e medie imprese per la programmazione 2014-2020. Da “Cosme” ai nuovi strumenti per sostenere internazionalizzazione ed export

I fondi del bilancio europeo in favore delle piccole e medie imprese saranno complessivamente di 23.4 miliardi di euro. Lo afferma la Commissione Ue annunciando un aumento delle risorse finalizzate alla competitività, alla crescita e allo sviluppo delle pmi.

Strumento principale, il nuovo Programma per la competitività delle piccole e medie imprese 2014-2020, denominato “Cosme”, che disporrà da solo di 1 miliardo e 400 milioni di euro di capitale iniziale. Con l’“effetto leva” si prevede una disponibilità materiale di 25 miliardi. Inoltre, per far fronte al problema del ritardo dei pagamenti, lo scorso mese di dicembre la Commissione europea ha chiesto a tutti i Paesi Ue di anticipare al marzo 2012, anziché 2013, l’adozione nella legislazione nazionale della Direttiva sui ritardi dei pagamenti.

Obbligare le pubbliche amministrazioni a pagare entro 30 giorni vorrebbe infatti dire – osserva la Commissione – mettere in circolazione 180 miliardi di liquidità, a favore della crescita e degli investimenti delle pmi. Di questa, circa un terzo riguarda l’Italia.

Infine, il ruolo della “Banca europea per gli investimenti”, punto di riferimento strategico nell’attuale contesto di crisi. La Bei ha infatti avviato un piano anti-crisi con una linea di 40 miliardi per prestiti alle piccole e medie imprese per il periodo 2008-2011. In vista del 2012, la Bei ha già alzato il tiro, stanziando altri 10 miliardi di euro per crediti in favore delle pmi.

Le piccole e medie imprese europee – spiega ancora la Commissione – devono essere messe in condizione di approfittare maggiormente dei mercati emergenti come Cina, India, Russia, il sud est asiatico o l’America Latina: aiutarle in questo difficile ma inevitabile percorso è l’obiettivo dell’ulteriore iniziativa lanciata dalla stessa Commissione, europea, che si è tradotta nella Comunicazione “Piccole imprese, grande mondo – Un nuovo partenariato per aiutare le pmi a cogliere le opportunità globali”.

I dati in possesso degli organismi di governo comunitari, infatti, affermano come solo il 13% delle pmi europee operi su mercati internazionali attraverso scambi commerciali, investimenti e altre forme di cooperazione con i partner stranieri. Mentre le pmi che operano all’interno dei confini dell’Unione sono ben 23 milioni e rappresentano i due terzi dei posti di lavoro nel settore privato e circa l’80% dei nuovi posti di lavoro creati negli ultimi cinque anni. Come dire che è dalle pmi che passa la grande parte della futura “crescita”, quell’elemento strategico per la stessa sostenibilità della finanza pubblica, oltre che del buon funzionamento dell’economia reale.

Non mancano, su questo fronte, i dati positivi. Settori come quello dei macchinari, delle attrezzature o della chimica in Brasile, o la produzione di energia in India, hanno già permesso a molte imprese europee di ottenere risultati significativi. Ma per aumentare queste opportunità di crescita ed estenderle ad altri settori appare essenziale il ruolo dell’Europa nell’ulteriore rafforzamento e sostegno all’internazionalizzazione delle pmi.