Fondi strutturali e competitività territoriale verso Europa 2020
Bologna, 6 dicembre
Ore 14.30, Biblioteca del Cnr-Area della Ricerca, via Gobetti 101
“La politica di coesione ha già contribuito notevolmente a sviluppare la prosperità dell’Unione europea. Tuttavia, data la crisi economica, deve ora diventare un volano per la crescita e la competitività”. Così Johannes Hahn, commissario Ue per la Politica regionale, commentando l’approvazione da parte della stessa Commissione di un pacchetto legislativo sulla politica di coesione 2014-2020.
E proprio il posizionamento dell’Emilia-Romagna nella strategia Europa 2020 sarà protagonista di un pomeriggio di lavori che si terrà il prossimo martedì 6 dicembre a Bologna, nella Biblioteca del Cnr-Area della Ricerca (via Gobetti 101). “I fondi strutturali per la competitività territoriale e l’attuazione della strategia Europa 2020”, questo il titolo dell’incontro, che vedrà a partire dalle 14.30 proprio la presentazione delle strategie della Commissione – formalizzate in un documento attualmente al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo – in materia di politica di coesione, oltre l’attuale fase di programmazione, che si chiude nel 2013.
A illustrarne i punti salienti sarà – dopo l’intervento introduttivo di Morena Diazzi, direttore generale Attività produttive, Commercio e Turismo – Willebrordus Skuijters, capo unità Italia-Malta nell’ambito della direzione generale Politica regionale della Commissione. Da un lato, gli importanti risultati raggiunti grazie ai fondi strutturali nell’ultimo decennio in materia di formazione, infrastrutture, lavoro, impresa. Dall’altro, le nuove sfide della politica di coesione che – come stabilisce il documento approvato di recente dalla stessa Commissione europea – partono da una significativa riduzione delle priorità d’intervento, che va di pari passo con un salto di qualità importante dal punto di vista delle procedure, che troveranno un nuovo punto di riferimento nei “contratti di partenariato” siglati con gli Stati. L’obiettivo? Rendere misurabili i risultati, premiare le regioni che meglio utilizzano i fondi, semplificare e armonizzare le regole dei vari strumenti, arrivando a costruire una sorta di “testo unico” che farà da riferimento a cinque differenti fondi strutturali.
Da qui la scelta di organizzare l’incontro del prossimo 6 dicembre – che vedrà durante la mattinata la riunione semestrale del Comitato di Sorveglianza del Por Fesr 2007-2013, per fare il punto su stato di avanzamento, obiettivi raggiunti e criticità – al fine di promuovere un confronto tra i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali coinvolti.
Così, alla relazione del rappresentante della Commissione - preceduta dall’intervento di Enrico Cocchi, rappresentante della Regione Emilia-Romagna nel Gruppo di contatto tra Regioni e Governo sul futuro della Politica regionale e di coesione - seguirà un’articolata tavola rotonda, impostata sulla logica del “benchmarching” tra territori che hanno saputo sfruttare al meglio le opportunità dell’attuale fase di programmazione e che, proprio per questo, desiderano portare il proprio attivo contributo nella definizione delle strategie future. A intervenire al dibattito – coordinato dal direttore di Nomisma Piera Magnatti – saranno in particolare Lucio Caporizzi, direttore generale Programmazione della Regione Umbria, Mauro Terzoni, dell’autorità di gestione del Por Fesr e Por Fse 2007-2013 della Regione Marche, e Carlo Terrabujo, dell’autorità di gestione Por Fesr della Regione Veneto. Tra i partecipanti alla tavola rotonda, anche due massimi esperti di fondi strutturali come Carlo Eugenio Baldi, dell’Università di Bologna – Europroject e Giuseppe Settanni, program manager dell’Area Programmazione comunitaria di Invitalia.
Un confronto che travalica i confini nazionali, grazie all’intervento di Perdita de Buhr, capo unità Economia e Trasporti alla Rappresentanza dello Stato dell’Assia presso l’Unione europea. A chiudere i lavori, Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle Attività produttive, che illustrerà ai partecipanti l’articolato percorso di avvicinamento al nuovo Programma triennale Attività produttive, di cui proprio in queste settimane si stanno tenendo gli incontri decisivi.
